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Mi compro una reflex e vado in vacanza (quello che normalmente non vi dicono)

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E’ luglio, molti di voi staranno pensando di comprare una macchina fotografica nuova in prospettiva delle vacanze e staranno impazzendo tra offerte, Megapixel, superzoom, reflex, mirrorless e budget a disposizione (qui  il mio post dell’anno scorso)
Approfitto di questo post per dirvi un po’ di cose brutte che normalmente non vi dicono.
La prima cosa che è bene avere in mente, è che le foto le dovete fare voi e non la vostra macchina fotografica. Per cui è inutile spenderci le milleurate se poi il collo di bottiglia è la vostra tecnica o peggio ancora una carenza di padronanza del linguaggio fotografico. Se vi piace un oggetto e ve lo potete permettere è un altro discorso, non serve essere dei piloti provetti per concedersi il piacere di avere una bella automobile: comprate ciò che vi piace e vi rende felici. In caso contrario prendete qualcosa di adeguato al vostro livello, spendere di più non migliorerà le vostre foto: non prendetela come un’offesa ma come un buon consiglio per non sprecare dei soldi (qui i consigli per fotografare senza macchina fotografica).
Tutto questo tenendo presente due fattori: che un corpo macchina digitale è ancora soggetto ad obsolescenza tecnologica, mentre un obiettivo per una reflex full frame no. Per cui non ha molto senso comprare un corpo macchina migliore di quello che vi serve oggi pensando che magari tra qualche anno sarete cresciuti come fotografi, ha senso invece comprare un buon obiettivo perché quello vi resterà per sempre. 
Se è la vostra prima macchina fotografica, io riserverei non più di metà del budget al corpo macchina, va bene una ciofeca qualunque di seconda mano, in ogni caso tra un po’ la cambierete comunque e spenderei invece per un buon obiettivo, tanto quello anche se poi stabilite che fotografare non è il vostro forte lo potete rivendere senza problemi.
Questo ragionamento funziona soprattutto se scegliete una delle maggiori marche, quelle anche usate dai professionisti per intenderci. E’ lì che si trova un bell’assortimento di roba buona che non passa mai di moda, nuova o di seconda mano. 
Per quanto riguarda la scelta reflex o mirrorless, abbandonate il pregiudizio che una reflex sia comunque un oggetto migliore. Ci sono ottime mirrorless che hanno anche il vantaggio di essere più leggere e meno ingombranti; interessatevi sempre di quali e quanti obiettivi sono disponibili per quella macchina specifica e quante aziende fanno obiettivi compatibili. 
Non lasciatevi conquistare dai Megapixel: non è assolutamente detto che un corpo macchina con un sensore con più Mp sia superiore ad uno con meno. Se siete indecisi tra due corpi macchina della stessa casa produttrice, non confrontate i Mp ma cercate in rete se per caso uno dei due sensori è della generazione successiva e preferitelo all’altro, indipendentemente dai Mp. Tenete conto che io ho stampato 70×105 cm delle foto fatte con una Nikon D80 con un sensore da 10.2 Megapixel; oggi di risoluzione ne avete fin che volete con qualunque sensore, quello che conta è la qualità (in questo post dell’anno scorso tutto lo spiegone sui Megapixel).
Ovviamente un sensore non è solo un biscottino di semiconduttori, c’è dentro molta elettronica. Una parte pragmatica di elettronica che vi può interessare è quella che permette di alzare gli ISO, ovverosia di fotografare anche in situazioni di luce scarsa. Come immaginerete se non c’è luce uno non se la può inventare, quindi “alzare gli ISO” significa agire sulla manopola di un amplificatore: se è di buona qualità ci permette di alzare di molto il volume senza troppi contrattempi, in caso contrario sono ronzii e pernacchie. Per questo ad ISO elevati, un corpo macchina più caro e più recente normalmente rende immagini più nitide e meno granulose di uno più economico.

Quello che nessuno vi dice mai e normalmente non prendete neanche in considerazione è l’ergonomia del corpo macchina. Per esempio, l’accessibilità dei comandi dipende dal fatto che sia un modello rivolto a dei principianti, a dei fotoamatori o a dei professionisti: nei modelli per principianti sono facilmente accessibili i programmi automatici (ritratto, paesaggio, tramonto, sport) che sono assenti in quelle professionali e solitamente accessibili dai menu interni per quelle semi-professionali, in compenso è spesso poco pratico cambiare rapidamente tempi, diaframmi e ISO. Per esempio le reflex Nikon professionali hanno due rotelle, una in corrispondenza dell’indice e una del pollice, per cambiare diaframmi e tempi, in modo da poterli modificare contemporaneamente; quelle amatoriali invece hanno una sola rotella in corrispondenza del pollice che cambia i tempi e la stessa rotella, se azionata premendo un bottone, cambia i diaframmi (o vice versa, non ricordo) per cui, oltre ad essere più scomodo ci vuole il doppio del tempo. Badateci, perché molti allievi dei miei corsi decidono di cambiare macchina fotografica proprio per questo motivo e per il seguente.
Infatti, un’altra cosa a cui non si pensa mai è il sistema di misurazione dell’esposizione: se la macchina fotografica è in grado di misurare solo la luminosità complessiva della scena e non eseguire una misurazione punto per punto, di fatto non ci sono grossi vantaggi ad usarla in modalità manuale rispetto ad usare un programma automatico, per cui va bene solo per dei principianti, per dei fotoamatori o aspiranti tali è inadeguata.

Infine l’obiettivo, che normalmente nei kit corpo macchina + obiettivo è uno zoom e raramente è un buon affare. Si è infatti tentati dal pensare che tanto più uno zoom comprende più focali meglio sia, per esempio che un 18-200mm sia meglio di un 24-70mm.  In realtà il principale indizio di qualità di un obiettivo è il numero f, quel f/2.8 o f/3.3-5.6 che troviamo scritto vicino alla ghiera. Un obiettivo è fatto da una serie di lenti, più sono di numero e meno sono trasparenti, più assorbe luce;  il numero f ci dice quanta luce fa passare l’obiettivo, per esempio un obiettivo f/1.4 può far passare quattro volte la luce che passa da uno f/2.8, il che ci permette di scattare per esempio a ISO 400 anziché a ISO 1600.
Generalmente più uno zoom è ampio, più contiene lenti e affinché non diventi un fondo di bottiglia queste devono essere molto trasparenti e di conseguenza molto care.
Avere un obiettivo zoom è pratico, ma serve nelle focali che uno effettivamente usa di più: io col 24-70mm faccio praticamente tutto. Se è il vostro primo corpo macchina con obiettivo e state facendo una scelta in economia, valutate di comprare un kit base nuovo con l’idea che ben presto lo cambierete oppure investite subito di più in un obiettivo zoom di qualità superiore e accontentatevi di un corpo macchina usato.

Se c’è qualcosa che vi ispira, guardate sempre nell’usato su ebay a quanto la vendono o a quanto vendono il modello precedente: anche se la comprerete nuova, vi aiuterà a capire quanto si svaluta nel tempo e a quanto potete sperare di rivenderla. Perché se iniziate ad appassionarvi alla fotografia, la vorrete cambiare prima di quanto ora possiate immaginare.

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