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I rischi da stock

#fertilityday
Del “Fertility Day” si è già parlato a sufficienza, qui vorrei spendere due parole sull’utilizzo della fotografia di stock.
Innanzitutto spiegare brevemente di cosa si tratta e di come può succedere che una foto sia usata per una pubblicità di impianti dentali, per quella di un tour operator e per una campagna ministeriale.
Le fotografie di stock sono immagini realizzate per venderne i diritti di utilizzo più volte a più clienti, ad un prezzo molto inferiore rispetto rispetto ad un’immagine che viene venduta in esclusiva ad un solo cliente, a sua volta comunque inferiore rispetto al farsi realizzare delle foto ad hoc da utilizzare in esclusiva.
Il cliente fa quindi ricorso alla fotografia di stock per risparmiare. Il fotografo dal canto suo, riesce a guadagnare dalla fotografia di stock se riesce a vendere un’immagine a più persone possibili; è quindi suo interesse realizzare una fotografia che possa accontentare il maggior numero di persone, essere sufficientemente generica, sia per estetica che per contenuti in modo da potersi adattare ai bisogni di più clienti possibili.
Non è sorprendente che una campagna realizzata partendo da foto di stock finisca col riproporci i luoghi comuni più triti e ritriti, proprio perché è un tipo di fotografia che si nutre dell’immaginario più mediocre e diffuso.
Per lo stesso motivo non può essere incisiva e impattante, se non quando il luogo comune e il pregiudizio ci irritano, proprio perché non ha le potenzialità per farci vedere le cose da un punto di vista diverso, essendo un distillato di ciò che può incontrare il gusto di una massa umana non particolarmente esigente.
Per questo motivo una campagna fatta con foto di stock non riuscirà mai ad essere focalizzata e coerente, perché trovare in stock proprio l’immagine adatta a quello che si intende comunicare è molto difficile, data la natura generica delle immagini stesse. Allo stesso tempo, esiste di fatto uno stile identificabile come fotografia di stock: questo da un lato è utile perché, in caso contrario, prendendo immagini scattate da fotografi diversi si otterrebbe una campagna visivamente non coerente (che comunque è difficile ottenere con la stock), dall’altro perché vendendo ogni immagine al singolo cliente per pochi euro, il fotografo riesce a guadagnarci se ne realizza a migliaia e se non ci spende molto tempo su ognuna, per cui è ragionevole che utilizzi sempre la stessa illuminazione molto piatta e molto semplice da gestire.
Pertanto se una campagna è realizzata a colpi di fotografia di stock, sarà sicuramente identificabile come tale, con l’aggravante che da quando i motori di ricerca sono in grado di fare la ricerca per immagini, è molto facile risalire a tutti gli altri clienti che hanno utilizzato la stessa foto, spesso con effetti e accostamenti che si preferirebbe evitare.
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