Cavour e Zio Sam in lotta per il Copyright – blog di una fotografa extradimensionale
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Cose che i clienti dovrebbero sapere

Sarei anche stufa di scrivere di questi temi, ma questa volta l’articolista di Repubblica ha superato se stesso descrivendo il problema come “(…) un errore che tra grafici e disegnatori è considerato grave. Usare un’immagine di Cavour realizzata ad hoc per un’altra réclame (…)”.
Insomma una bagattella tra creativi, non una violazione della legge.

Prendo dalla pagina web dello Studio Cataldi:
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La legge sul diritto d’autore, infatti, prevede agli artt. 171 segg., una serie di sanzioni che consistono nella multa e nella reclusione per i reati concernenti l’abusiva riproduzione, diffusione o duplicazione di materiali coperti da copyright.

Tali reati sono procedibili d’ufficio, senza necessità di querela da parte del titolare del diritto d’autore.

Sotto l’aspetto civilistico, la violazione del copyright può portare alla richiesta, da parte del titolare, della cessazione dell’attività illecita (che, per quanto riguarda Internet, può consistere nella rimozione dei contenuti non autorizzati) e nella richiesta del risarcimento dei danni.
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Ok, quindi sembra grave. Ma se uno trova un’immagine su internet, poveraccio, come fa a sapere che è protetta da Copyright?
Altolà: se io vedo un mezzo di trasporto parcheggiato in strada, lasciato lì, alla mercé di tutti, come faccio a sapere se è di qualcuno.
Ecco, parti dal presupposto che sia di qualcuno, se non diversamente indicato. Infatti, i mezzi che puoi usare, liberamente o pagando una corsa o un abbonamento, sono normalmente evidenziati in modo chiaro, così come sono chiare le modalità di utilizzo. Se prendo un’auto in car sharing guiderò io, se prendo un taxi no; un tram nemmeno.
Allo stesso modo, se vedo un’immagine in rete, devo supporre che sia di qualcuno, perché le immagini orfane praticamente non esistono, per un motivo molto semplice: chi le crea ne detiene automaticamente il diritto d’autore (Copyright). Non c’è bisogno di registrarle da nessuna parte: quello al massimo serve a tutelarsi da usi illeciti e a riscuotere i diritti per usi leciti. Se invece è un’immagine che si può utilizzare, sotto certe condizioni, normalmente è ben segnalato da loghi e watermark che rimandano al sito di stock da cui si possono acquistare i diritti di utilizzo dell’immagine.

I diritti di utilizzo (che non sono i diritti d’autore, che normalmente rimangono all’autore) sono diritti che l’autore cede a terzi per l’utilizzo dell’opera del suo ingenio, in genere per qualche scopo preciso e circoscritto.

In questo caso è verosimile che l’autore del disegno di Cavour lo abbia fatto per conto di un’agenzia, che ha a sua volta realizzato la campagna pubblicitaria per un’azienda, e le abbia ceduto sotto compenso i diritti (probabilmente esclusivi) di utilizzo del suo disegno per la realizzazione della campagna in questione e che l’agenzia abbia a sua volta ceduto questi diritti di utilizzo all’azienda inglobandoli nel costo totale della campagna, esclusivamente per quelle campagna. Quindi con buona probabilità nemmeno l’azienda che ha commissionato l’immagine ha diritto di utilizzarla come le pare, figuriamoci Ciccio Pasticcio grafico della Regione Piemonte.

Questo a prescindere dalla “buona causa” per cui sarebbe stata realizzata la campagna della Regione. Non volere nessun compenso era certamente diritto del disegnatore, ma sarebbe stato carino… ops, legale chiedergli.

Detto questo, non sono una fanatica dei diritti di utilizzo. Li applicassimo meticolosamente non esisterebbero i meme, si bloccherebbe una buona parte della creatività delle persone che prende immagini, le modifica, o le riutilizza in contesti molto diversi. Io stessa come immagine di copertina per questo articolo ho modificato l’immagine della campagna della Regione Piemonte per farne ironia, per altri articoli ho screenshot di film o vignette di fumetti. Lo so che non è facile tracciare una linea netta tra il tollerabile e l’intollerabile. Ma penso che chi governa dovrebbe essere ineccepibile nel rispetto delle leggi e chi fa informazione debba informare anche nel senso di educare. Prendere un’immagine realizzata per una campagna pubblicitaria e usarla per la propria non è soltanto un “errore che tra grafici e disegnatori è considerato grave”; credo che a prescindere da dove ognuno di noi metta la sua personale linea dell’intollerabile, questo si trovi oltre.

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