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Istruzioni per un corretto utilizzo del fotografo professionista

Cose che i clienti dovrebbero sapere
Se abbiamo bisogno di fotografie e decidiamo di rivolgerci ad un fotografo professionista e non a nostro cugino con la reflex, siamo già sulla buona strada. Potrebbe però essere la prima volta che decidiamo di farlo e non abbiamo le idee molto chiare su come si svolga il suo lavoro e su come metterlo in condizione di darci il massimo.
Quando ci rivolgiamo ad un professionista per un servizio possiamo avere più o meno aspettative su come si svolgerà la prestazione, basate soprattutto sulle nostre esperienze precedenti. Se andiamo dal parrucchiere ci aspettiamo di dover comunicare magari già in fase di prenotazione se vogliamo taglio e piega o anche la tinta, le meches, la permanente. Una volta lì ci porrà il problema se mantenere il taglio o fare qualcosa di nuovo, in tal caso ci aspettiamo che ci faccia visionare un book con dei tagli per orientarci nella scelta, e così via, fino all’immancabile domanda al lavateste: “facciamo la crema?”.
Lo stesso vale per un servizio fotografico, così come non ha senso chiedere al parrucchiere un generico “mi sistemi i capelli” non si può liquidare il fotografo con un “mi servono delle foto”: il “non so, faccia lei, mi fido… ” porta normalmente solo al disastro, a meno che non si abbia veramente nessuna aspettativa e veramente poche esigenze.
Allo stesso modo, non basta andare da uno bravo, ma dovete scegliere quello che fa per voi. E’ inutile che andiate da un parrucchiere punk se quello che volevate è un taglio classico che vada bene per tutte le occasioni e viceversa. Un professionista può essere valido ma non fare fotografie di vostro gusto o adeguate alla vostra immagine.
È quindi non solo normale, ma auspicabile che il fotografo vi proponga un incontro preliminare, in cui cercherà di capire quali sono le vostre necessità e le vostre aspettative. Per fare un esempio estremamente banale, se le foto vi servono per la pagina web della vostra attività, per la quale avete scelto come colore di fondo il nero, difficilmente delle foto su fondo bianco si armonizzerebbero bene e questo è un aspetto molto importante di cui il fotografo deve essere messo subito a conoscenza.
Oltre a questi possibili vincoli ci sono ovviamente i vostri gusti personali; dedicate del tempo a sfogliare il portfolio del fotografo, date anche un’occhiata ad immagini di soggetti non attinenti al vostro progetto, indicate cosa vi piace e cercate di capire cosa vi attira particolarmente di una fotografia piuttosto che di un’altra. Non scoraggiatevi se non trovate nulla che sia esattamente quello che volete: state sfogliando un portfolio, non un catalogo. Le vostre foto saranno uniche e non la copia di qualcosa già fatto per altri clienti. Non è escluso, soprattutto per progetti di una certa entità, che a partire da questo incontro il fotografo decida di preparare per voi un moodboard ovvero una raccolta di fotografie spesso di autori famosi, che illustrino lo stile e l’atmosfera che ha pensato di proporvi, oppure uno studio in cui imbastisce un’immagine prototipica di quelle che intende realizzare per voi. Non abbiate paura di offenderlo portando voi delle immagini che vi piacciono, tutto è utile per capire insieme ciò che desiderate.
Nel caso in cui la parte di styling non sia completamente nelle mani del fotografo, per esempio perché le foto dovranno essere realizzate presso uno spazio vostro in cui ci devono essere le vostre sedie, le vostre tende, il vostro pavimento e voi dovete indossare i vostri vestiti e usare i vostri utensili o i vostri accessori, tenetevi pronti al fatto che il fotografo dovrà prendersi il suo tempo per esaminarli, valutarli e capire quali e come usare in ciascuna fotografia.
È evidente che il fotografo non arriva alla cieca e sa perfettamente che se va in una falegnameria ci sarà un tavolaccio di legno grezzo, in una cucina un piano in acciaio, in una boutique dei camerini con uno specchio e magari una poltroncina. A tutto questo ha già pensato, ma sono le soluzioni ovvie; dategli tempo di guardarsi intorno, di farsi venire qualche idea tutta per voi. Proponetegli voi degli oggetti, dei dettagli, delle superfici, nessuno meglio di voi conosce il vostro spazio e i suoi segreti.
Poi lasciatelo lavorare in pace lasciando una persona di fiducia a sua disposizione.

Una cosa che va sempre tenuta a mente è che qualche problema o imprevisto per il quale il fotografo dovrà tirare fuori tutte le proprie risorse e a volte anche il coniglio dal cappello ci sarà spesso; è quindi fondamentale che tutto ciò che è noto e prevedibile sia a sua conoscenza. Non può portarsi dietro tutto lo studio ogni volta, altrimenti dovrebbe muoversi con un camion: porterà il materiale necessario a fotografare quello che gli avete chiesto di fotografare. Il “ci sarebbe anche questo” è molto probabile che generi dei problemi.

In fin dei conti si tratta semplicemente di rendersi conto che buona parte del lavoro il fotografo lo fa prima di prendere in mano la macchina fotografica. Più sarete collaborativi in questa prima fase, più è probabile che riesca a farvi un buon lavoro di cui siate soddisfatti. Più cambierete idea all’ultimo momento o, peggio ancora, mentre sta scattando, più è probabile che vi ritroviate un lavoro sottotono rispetto alle capacità di chi avete contrattato.

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