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Ma io in foto vengo male…

Cose che i clienti dovrebbero sapere
Venite male in foto? Vi do una brutta notizia: non è che venite male, siete proprio così!

Scherzo, ovviamente non è vero. Ma c’è effettivamente chi viene meglio e chi viene peggio e, a parte ovviamente modelli e modelle professionisti che hanno imparato a posare, ha qualcosa a che fare col modo di muoversi e di atteggiarsi di una persona. Salvo casi rari e a volte sorprendenti, sia in meglio che in peggio, normalmente indovino se una persona sarà un soggetto facile o un osso duro facendoci semplicemente due parole.

Facciamo però un passo indietro.
Spesso diagnosticate di venir male in foto guardando delle foto delle vacanze o delle foto di una festa fatte da qualche amico dove oltre a voi ci sono molte altre persone. Per capire cosa sia andato storto, prendete un film con il vostro attore preferito e fate un fermo immagine in un momento a caso. Sicuramente avrà una faccia scema. Ripartite e fate un secondo fermo immagine: non credo andrà meglio del precedente. Eppure nel film sembrava un figo, mentre i fermo immagine sono uno peggio dell’altro.
Questo vale anche per voi: la vostra esistenza fluisce come un film, ma se chi fa la foto scatta in un momento a caso senza badare troppo a voi l’effetto è lo stesso di un fotogramma del film e l’esperimento di prima ci ha dimostrato che ci sono più fotogrammi inguardabili che fotogrammi buoni.
Per questo motivo è molto difficile scattare foto ad un gruppo di persone in azione: se anche si coglie l’attimo giusto per qualcuno, difficilmente lo sarà anche per gli altri. Se poi manca anche questa premessa e si scatta senza badare a nessuno, verranno semplicemente tutti male, ma voi potreste comunque essere venuti peggio. Ad aggravare la situazione ci si mette anche il fatto che se si scatta con un apparecchio che non ha l’otturatore (tipo un telefono o una compattina) non si scatta in tempo reale, ma c’è un ritardo che aumenta in carenza di luce: in queste condizioni nemmeno un buon fotografo potrebbe cogliere l’attimo giusto.
Ma voi potreste venire male anche da soli e da fermi. Il motivo c’è: non siete veramente fermi perché dato che venite male in foto, non vedete l’ora che la cosa sia finita e attendete soltanto di sentire il “click” per fuggire lontano. E’ un problema che si palesa sempre nelle classiche due o tre foto a cerimonia finita degli sposi coi genitori, poi coi testimoni, poi con la zia che-se-non-c’è-scoppia-un-casino. C’è tempo e comunque ci si mettono solo pochi secondi; ma niente da fare sono tutti frenetici perché si deve fare in fretta e proprio per questo non si fa in fretta.
Quindi o riuscite a scappare prima o se siete in ballo ballate e non scappate mentre vi si sta fotografando, sarà solo peggio.

Potrebbe anche andare peggio: siete da soli, siete anche disposti a stare fermi e qualunque cosa facciate, comunque venite male. Sicuramente vi manca l’allure che è certamente un dono ma si può coltivare, per esempio passando ore davanti allo specchio a studiare quali sono le posizioni e le espressioni che più vi donano. Vi sembra tempo sprecato? Probabilmente lo è, a meno che non vogliate lavorare come fotomodelli, ci sono effettivamente dei modi più edificanti di passare il proprio tempo libero. Ma qui torniamo alla brutta notizia con cui ho aperto l’articolo: se non avete l’allure non ce l’avete in foto così come non ce l’avete nella vita reale.
Certo, la foto evidenzia solo questo e non quanto siate delle persone simpatiche, intelligenti e interessanti: voi non siete la vostra foto, siete molto di più. Ma mentre guardate la foto questo non vi consola.

Se nonostante tutto continuate ad essere convinti di venir male in foto, un buon professionista vi può aiutare. E parlo del fotografo, non dello psicoanalista. (Sulla necessità di farsi mettere in posa ne ho parlato qui e qui.)

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