No, tutte le foto non te le do – blog di una fotografa extradimensionale
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No, tutte le foto non te le do

Consigli per fotoamatori

Basterebbe l’immagine di copertina da sola da sola a spiegare perché nessun fotografo ti darà mai tutte le foto di una sessione fotografica, ma questo è un blog e siamo qui per approfondire.

A tutti è chiaro che su duecento foto che gli ho scattato, una decina possono essere venute male, con gli occhi chiusi o la faccia da doposbornia, e che queste vengano immediatamente cancellate.Poi però molti si preoccupano delle altre centonovanta e si chiedono se oltre alle dieci o venti che gli ho promesso, non possa dargli anche tutte le altre, tanto oramai le ho fatte.
Questo se lo chiedono perché hanno la percezione che avere duecento foto sia meglio che averne dieci o venti.
Invece è esattamente il contrario: darvi duecento  immagini è darvi di meno che darvene dieci. Per almeno quattro motivi, che se ci pensate sono ovvi, ma a volte non ci si pensa.

Primo motivo.
Se vi mettono davanti duecento foto tutte diverse una dall’altra, visto che probabilmente non siete né fotografi, né editor professionisti, non vi sarà facile capire al colpo d’occhio se è un buon lavoro o no. Ma sarete ottimisti e penserete che, tra duecento, ce ne saranno pure dieci che vanno bene.
Pagate, ve ne andate col CD da duecento foto in tasca e poi scoprite che questi dieci scatti buoni non ci sono.
Se ve ne mettono davanti trenta, riuscite a guardarli e a capire se funzionano. E se vi viene chiesto di sceglierne dieci, ci pensate un attimo, vedete se ce ne sono dieci che vi piacciono. Se non ci sono, potete iniziare a porvi il problema se saldare il conto, visto che non siete soddisfatti del lavoro e ve ne siete accorti in tempo.
Secondo motivo.
Ok, me ne hai fatti vedere trenta, ne ho scelti dieci, sono contento, ho pagato. Ora posso avere gli altri centottanta?
No.
Il motivo è questo: se il lavoro è stato fatto in maniera professionale e non alla “scatto un casino e spero che qualcosa venga”, il fotografo durante lo shooting ragiona su cosa sta facendo. Quindi ragiona, per esempio, su come mettere le luci e come mettervi in posa.
Poi agisce e i casi sono due: la cosa funziona o non funziona.
Se non funziona, abbiamo una foto insensata. Se funziona, il fotografo non fa uno scatto solo, ma cerca di migliorare la vostra posa, il proprio punto di vista e tutto quello che contribuisce a far sì che da una buona partenza venga una buona immagine. Da questo processo otteniamo da cinque a dieci scatti molto simili di cui uno è palesemente il migliore. Vi serve la foto insensata? Vi servono sei immagini che sono una versione peggiore di un’altra che già avete?
Terzo motivo.
Ok, dai… gli altri centottanta non li voglio, ma li posso vedere che magari una foto che hai scartato a me piace?
Non credo proprio.
Il fotografo lo state pagando anche perché metta mano a queste duecento foto e in base alla sua esperienza e professionalità (che chiameremo genericamente “averci l’occhio per la fotografia”) butti via tutto quello che non va bene, che ha dei limiti, dei difetti, che magari voi lì per lì non vedete, o forse non vedrete mai, ma prima o poi qualcuno li noterà. Se inoltre, secondo il fotografo una foto è da scartare perché non raggiunge la qualità che voi state pagando, vi sta facendo un buon servizio a vendervela, anche se a voi sembra che vada bene?
Quarto motivo.
Le foto vanno sottoposte almeno ad una post-produzione base prima di farle vedere a chiunque e ad una post produzione accurata prima di consegnarle. Se ve ne vengono mostrate duecento, o ne sono state post-prodotte duecento (e state pagando la post-produzione base di duecento foto anziché di trenta) o più verosimilmente non sono post-prodotte e mai lo saranno.
D’altra parte una post produzione accurata richiede tempo, per cui non è vero che ormai sono fatte e al fotografo non costa nulla darvele: gli costa ancora almeno le ore che deve passare al computer per renderle un prodotto finito. Per questo infatti le immagini aggiuntive si pagano.

E infine vi svelerò un segreto: un fotografo che ci tiene al suo lavoro, tutte le foto non ve le farà vedere mai, anche se martoriato dalle vostre richieste farà finta di cedere e ve ne farà visionare un centinaio. Questo perché non vi ha fatto duecento foto: ha fatto duecento scatti, di cui quattro su cinque sono dei bozzetti, delle prove, dei ragionamenti e una su cinque è una foto. E’ normale che nessuno, qualunque sia il suo lavoro, voglia farvi vedere i suoi tentativi, le sue bozze, i suoi passi falsi.
E tra i bozzetti e le prove ci sono anche quelle in cui ha scattato anche se sapeva che non sarebbe mai venuta una buona foto, ma ha scattato per non dirvi che il modo in cui stavate posando non andava bene, che avevate una faccia assurda, che vi si vedeva la panza; ha preferito mettervi a vostro agio scattando e dicendo che era ok, ma adesso proviamo qualcos’altro.
Se gli chiedete di vedere tutte le foto, contate che gli state caricando sulla groppa almeno un’altra ora di lavoro per scegliere tra i suoi scarti cosa può farvi vedere e cosa no, identificare le foto che se comunque sceglierete non se ne dovrà vergognare e quelle in cui siete venuti talmente male che non le sceglierete mai. Un’ora di lavoro che poteva impiegare meglio per voi.

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