Rotolarsi per terra is the New Black – blog di una fotografa extradimensionale
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Alexander Rodchenko, Pioneer with trumpet

 

Narra la leggenda che i fotografi vestano di nero perché è il (non-)colore che riflette meno la luce e che quindi interferisce meno con la scena.
In linea di principio ha senso, ma in pratica no: se si scatta all’aperto con luce naturale c’è tanta di quella roba che riflette la luce che il fotografo è ininfluente, se si scatta con luci da studio il fotografo o non è illuminato o è ben lontano dal soggetto (a meno che le luci non le abbia messe uno squilibrato,  ma questo è un altro discorso).

La verità è più cruda: un buon fotografo si rotola per terra.
Questo non per una natura intrinsecamente suina, ma perché il punto di vista basso è il più corretto, praticamente per tutte le foto ad eccezione dei ritratti che si eseguono normalmente stando in piedi (punto di vista “alto”) al livello degli occhi del soggetto.
Quindi se non state facendo un ritratto, come minimo vi dovete inginocchiare.

punto di vista “neutro”
Se state fotografando un matrimonio, la posizione inginocchiata vi fa mantenere un’ottimo punto di vista (punto di vista “neutro”) oltre ad ammantarvi di una certa aura di devozione.
Permette anche una discreta flessibilità, perché potete rapidamente sia alzare il punto di vista sollevandovi in piedi , sia abbassarlo sedendovi sui talloni (punto di vista “basso”), oltre che spostarvi per brevi tratti gattonando sui marmi lucidi di cui sono normalmente fornite sia le chiese che le sale auliche per i matrimoni civili.
Il vostro attaccamento al suolo sarà gradito a tutti perché non sarete un elemento di disturbo visibile durante la cerimonia e porterete a casa scatti migliori.
Mentre la seduta sui talloni, pur essendo un punto di vista basso, è ancora adatto ad una cerimonia, ad un evento o un reportage, la posa del “verme” (pancia a terra) è sconsigliata: vi costringerebbe a muovervi col passo del giaguaro e risulterebbe in un’estetica troppo estrema, molto più adatta a foto di moda o glamour.
punto di vista del “verme”
 Se siete in studio, in particolare il vostro studio dove avrete avuto cura di dare prima una bella passata al pavimento, non dovete avere paura di osare il punto di vista del verme. Se non siete in studio ma in location, puntate tutto sul vostro sistema immunitario.
Ma non osate sollevarvi da terra!
Semplicemente perché non funziona: uno scatto fashion o glamour con un punto di vista che non sia “basso” o “verme” fa perdere forza e presenza al soggetto.
Per capire da che punto di vista è presa una foto dovete guardare le scarpe: nella foto qui a destra vedete chiaramente che il mio punto di vista è esattamente all’altezza della scarpa che si presenta perfettamente di profilo e la parte superiore del piede non è praticamente visibile
Se guardate invece la foto qui sotto, noterete come la tomaia della scarpa sia più visibile. Osservate soprattutto il piede dietro che è posizionato come quello della ragazza, per poter fare il confronto.
punto di vista “basso”
Magari la differenza tra queste due immagini non vi pare evidente, ma se confrontate con i piedi dello sposo vi risulterà molto chiaro.
Ora andate a vedere la vostra collezione di fotografie (quella che vi siete fatti se avete seguito questo post) e cercate di capire da quale altezza sono state scattate. Può esservi di aiuto guardare una persona da una distanza di circa tre metri e osservarle i piedi dai quattro punti di vista che vi ho elencato.
Se la luce si vede dagli occhi (vedremo come) il punto di vista si vede dai piedi.
Annotatelo creando una scheda per ogni foto della vostra collezione: man mano raccoglierete tutti gli indizi utili per ricreare uno scatto simile a quello che vi piace.
 Fate un po’ di prove e non demordete!
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