un aiuto tra i piedi – blog di una fotografa extradimensionale
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Mi capita con una discreta frequenza che qualcuno venga a proporsi presso il mio studio come “assistente”: da chi sta finendo la scuola e deve fare uno stage, a chi ha finito la scuola e vuole farsi le ossa, a chi in un momento di crisi economica sta pensando di fare della propria passione un lavoro.
Spesso pur di imparare si offrono anche di lavorare gratis pur di stare  a “scattare” con me.

Sul significato e il senso di fare l’assistente per un fotografo vi lascio questi due brevi video dell’ Ass. Naz. Fotografi TAU-Visual (video n°1 e video n°2) che sono brevi, istruttivi e completamente condivisibili.

Quello di cui volevo invece parlare è del fatto che,  in molti casi, quando chiedo loro per cosa si propongono esattamente e cosa significa per loro “scattare” con me, intendono proprio mettersi lì con la loro macchina fotografica e scattare mentre sto scattando anch’io: se viene qualcosa di buono tanto di guadagnato, abbiamo delle foto in più, altrimenti non importa, tanto le foto le ho fatte anch’io.

Credo che quest’idea sembri sensata a seguito di esperienze quali workshop affollati, gruppi di scatto, model sharing, photowalk et similia, ma in realtà non lo è affatto.
Immaginiamo che ci sia qualcosa da fotografare e che io mi sia posizionata in un punto preciso: ci sono a partire da qui soltanto quattro opzioni.
1- Il volenteroso si mette esattamente dove sono io. Primo, mi sta in mezzo ai piedi e lo riempio di gomitate e culate. Secondo, se ha il mio stesso punto di vista farà più o meno le stesse foto che faccio io ma verosimilmente peggio, quindi che me ne faccio di una brutta copia delle mie foto?
2 -Il volenteroso si mette un pochino più in là in modo da non darmi fastidio. Il punto di vista è di nuovo più o meno lo stesso ma probabilmente peggiore. Infatti, se a tre passi da dove mi trovo ci fosse un punto di vista migliore, non l’avrei forse occupato io, vista la maggiore esperienza? Ci sono gli stessi svantaggi del punto 1 a parte lo scontro fisico.
3- Il volenteroso si mette altrove,  ma purtroppo non c’è nessun altro punto sensato da cui guardare la scena e fallisce miseramente.
4 – Il volenteroso si mette altrove trovando un altro possibile punto di vista. Quali sono le probabilità che fotobombi i miei scatti comparendo indesiderato nelle mie foto e rovinandomele? Se non ha esperienza e non siamo abituati a lavorare insieme la probabilità è altissima.
I punti 1  e 2 non credo necessitino di ulteriori commenti.
Il punto 3 è la situazione caratteristica della foto in studio, a cui dedicherò un altro post perché è un tema complesso; per farla breve posso dire che quando si allestisce un set con fondale, modello e luci, lo si fa pensando la scena da un certo punto di vista. E’ veramente un evento fortuito che andandosi a ficcare tra l’ultimo flash e il fondale tutto funzioni lo stesso e venga fuori una bella foto, magari anche più originale di quella che avevo pensato.
Il punto 4 è la situazione tipica di un evento o un matrimonio: in questo caso ci sta assolutamente un secondo fotografo, che però non scatta delle foto in più, ma delle foto complementari.
Mi spiego meglio. Una situazione standard da matrimonio è quella in cui durante la cerimonia si desiderano sia degli scatti focalizzati sugli sposi, sia alcune visioni di insieme. Se sono da sola mi organizzo e mi smazzo entrambi. Se posso contare su un secondo fotografo, magari io faccio gli sposi e il secondo le foto di insieme. Però me le deve fare, perché a questo punto non le sto facendo io e se fallisce rimaniamo senza. Ecco perché il secondo non può essere un principiante che fa cosa può e se non riesce, pazienza.
I quattro punti elencati considerano solo i problemi di composizione e non le mille altre questioni minori ma non trascurabili che sorgono scattando in due.
Tutto questo, come può cambiare la vostra vita, oltre al fatto che non verrete a chiedermi di scattare con me? Beh, vi illustra in maniera drastica quali sono i punti deboli di alcuni tipi di evento abbastanza diffusi tra i fotoamatori. Fotografare a baraonda non vi aiuta a crescere più di tanto. Prendetevi il vostro tempo, pensate ai vostri progetti, provate e fallite senza dire niente a nessuno. Anche se da soli non potete permettervi di affittare uno studio e pagare un modello o una modella (eh lo so, è per questo che scattate in cinquanta alla volta) arrangiatevi con cosa avete, pensate a qualcosa di più semplicee fattibile  economicamente. Oppure se volete condividere il set, fate     i turni per fare il “fotografo”, mentre tutti gli altri fanno gli assistenti: spostano luci, montano diffusori, piazzano pannelli riflettenti e taglialuce senza metter becco.  Poi confrontatevi con gli altri, ma dopo. E privilegiate chi vi critica a chi vi incensa. Magari non avrà ragione, ma vi dice sicuramente delle cose più interessanti.
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