Cos’è un ritratto fotografico fine art? – blog di una fotografa extradimensionale
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Come se la passa la fotografia

Ho iniziato a chiedermelo pure io nel momento in cui mi sono occupata del SEO della mia pagina web e sono andata a cercare parole chiave frequentemente associate a “fotografo” e “studio fotografico”.

Perché fino a “stampa fine art” ci arrivavo, ma dopo mi perdevo.

Sommando alle mie conoscenze pregresse ciò che ho raccolto in alcuni giorni di ricerca e telefonate a vari laboratori di stampa, attenta lettura di blog e pagine web di altri fotografi, sono giunta alle seguenti conclusioni.

Certezze

Si parla di stampa “fine art” quando questa è eseguita da un laboratorio dotato di apparecchiature e materiali di un certo livello con operatori qualificati che seguono il processo di stampa. È prevista l’interazione con il fotografo, si realizzano delle stampe di prova fino a raggiungere il risultato desiderato.

Talvolta si parla impropriamente di stampa “fine art” per indicare esclusivamente la stampa a getto di inchiostro (che in questo momento viene commercialmente molto spinta dai produttori di carte e stampanti) trascurando la stampa cromogenica che può anch’essa essere eseguita con standard “fine art” (e per la fotografia digitale a colori è la mia preferita).

Interludio

Va da sé che abbia senso stampare “fine art” una fotografia eseguita a sua volta con tutti i crismi, altrimenti oltre a sprecare i soldi rischieremmo di mettere ancora più in evidenza la magagne della foto di partenza.

Ma una fotografia stampata “fine art”, diventa una fotografia “fine art”?

Illazioni

Viene definito (da chi lo esegue) “ritratto fine art” un ritratto illuminato e post-prodotto in modo da sembrare un dipinto sette-ottocentesco.

A questo punto immagino venga stampato a getto d’inchiostro su qualche carta (questa sì “fine art”) quanto più diversa dalla carta fotografica cromogenica (quella su cui siamo stati finora abituati a vedere le fotografie a colori) in modo da farla assomigliare il più possibile ad un dipinto.

Si suggerisce che la combinazione di questi due fattori generi un’opera d’arte ed è questo che il cliente si porterà a casa.

Conclusioni

Ho inserito nelle mie keyword “ritratto fine art” altrimenti nessuno googlando avrebbe trovato la mia pagina dedicata ai ritratti.

No, non faccio “ritratti fine art” come appena definiti, perché allora tanto valeva fare la pittrice.

Sì, stampo presso un laboratorio che a buon diritto può dire di fare stampe “fine art”, per i colori preferisco la stampa cromogenica.

Sì, a volte (come in questo caso) divento polemica: c’è un apposito tag “polemica” nel mio blog per trovare altri articoli polemici.

Post scriptum

Se la terminologia riguardante la stampa ti ha lasciato confuso, potrebbero interessarti questi due articoli del mio blog:

I vari tipi di stampa a colori

Perché stampare le foto e non lasciarle sull’hard disk

Se cerchi altra polemica puoi cominciare da qui:

Il pittorialismo di ritorno

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