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Stampare le foto ed evitare brutte sorprese

colore
Ho visto due persone rischiare il divorzio perché si è distrutto in maniera irreparabile l’hard disk su cui si trovavano tutte le foto del primo anno di vita del loro primogenito; certamente, sono stati incauti a non fare un backup, ma a volte nemmeno questo basta.
Immaginate che dei ladri si intrufolino a casa vostra: secondo voi è più probabile che vi rubino i computer e gli hard disk o l’album delle foto di famiglia?
In secondo luogo la foto a schermo è ancora in uno stato di esistenza intermedio. E’ vero che molte delle foto che scattiamo sono per loro natura destinate ad una fruizione a schermo (penso a quante foto da mettere su pagine web mi sono state incaricate, foto che sicuramente non verranno mai stampate).
Altre volte invece non si stampa per trascuratezza, perché tanto ce l’abbiamo sul computer o sul telefonino e molte immagini non diventano album o foto da appendere ad un muro solo per pigrizia o voglia di risparmiare.
Inoltre, per chi è appassionato di fotografia e ci tiene ad eseguire un buon scatto, la stampa è un passaggio fondamentale: se a monitor è bella ma stampata non va bene, allora non ci siamo. Immaginate di avere postprodotto un centinaio di foto che vi piacciono, che per voi sono il vostro portfolio, di cui siete orgogliosi e un bel giorno avete l’opportunità di fare una mostra o di far visionare a qualcuno un portfolio cartaceo. Andate a farle stampare e vi viene da piangere. Qualcosa è andato storto, riguarda tutte le vostre foto, ma non sapete come risolvere il problema.

Ora che vi ho convinti e vi siete tutti messi in coda per stampare, passiamo ai primi problemi che sorgono una volta che si decide di fare il grande salto dallo schermo alla stampa.

La prima cosa da sapere è che quando portate le vostre foto a stampare, esistono normalmente due

Questa foto non verrebbe bene stampata
attraverso il canale amatoriale.
Ph: Silvia Vaulà. Model: Ellainwonderland

possibili canali di stampa: quello amatoriale e quello professionale.

Benché questi due termini sembrino riferirsi esclusivamente alla qualità, normalmente nascondono anche un secondo e fondamentale aspetto che potrebbe aiutarvi o ritorcervisi contro: nel canale amatoriale viene quasi sempre sempre applicata una correzione al vostro file.
Cerchiamo di capire cosa significa. 
Il vostro file altro non è che un insieme di istruzioni che dicono di che colore è ogni pixel.
Queste istruzioni vengono interpretate da qualunque apparecchiatura che legga il vostro file; quindi un computer legge il file e istruisce il monitor a colorarsi con certi colori o il macchinario di stampa a stampare con certi colori. Senza addentrarsi troppo nella questione, diciamo che sia il monitor che l’apparecchiatura di stampa hanno un loro dizionario chiamato “profilo di colore” che utilizzano per interpretare il file,  
Questo dizionario è ovviamente fatto per essere il più accurato possibile, ma trattandosi di lingue diverse a volte perde colpi. Per fare un esempio, supponiamo che il file parli Italiano, il monitor Inglese e l’apparecchio che stampa Francese. Se sul file c’è scritto “gatto”, il dizionario funzionerà bene e tradurrà “cat” per il monitor e “chat” per la stampa. Tuttavia, così  come ci sono però parole la cui traduzione in un’altra lingua non è possibile o è un po’ approssimativa, anche per i colori ci sono tonalità che a monitor si vedono in un modo ma poi in stampa vengono diversamente.
Questo ovviamente vale se i dizionari sono accurati, se invece fossero scritti Luca Giurato, riuscite facilmente immaginare cosa potrebbe venir fuori. 
Il primo problema è quindi non avere sul computer un dizionario completamente scombinato: per scongiurare questo è necessario calibrare il monitor. 
Ci sono apparecchiature per calibrarlo, ma quelle che funzionano bene costano a partire da 300 euro, per cui se non avete grandi velleità potete calibrarlo ad occhio. Ogni sistema operativo prevede una funzione per calibrare il monitor, dove vi vengono fatti vedere dei quadretti, delle righe e voi dovete scegliere quello più chiaro, i due che più si somigliano a altre cose così. 
La calibrazione dipende anche dalla luce ambiente: quindi se di giorno la luce arriva dalla finestra ma la sera da una lampada, dovete fare due calibrazioni creando due profili di colore e usare uno o l’altro a seconda della situazione.

Dato che la maggior parte delle fotografie che arrivano in stampa provengono da persone che non hanno provveduto in nessun modo a calibrare il monitor, ecco che ha senso che il canale amatoriale applichi una correzione, cercando di rendere normali i colori sballati che arrivano dai clienti. Il problema è che se la vostra foto non ha dei problemi ma ha di suo una prevalenza di toni blu o è molto chiara perché il soggetto è chiaro o perché a voi piace così, il canale di stampa amatoriale ve la scombinerà completamente cercando di correggerla.      

Se avete il monitor calibrato (quindi avete messo a posto il dizionario Italiano-Inglese) e avete curato voi il trattamento dell’immagine, potete lanciarvi nel canale professionale. L’ultimo piccolo scoglio è avere il dizionario Inglese-Francese che vi permette di capire come la stampa interpreterà quello che si vede a monitor. Il profilo di colore è un file che vi può fornire il vostro stampatore: va installato sul computer e poi programmi tipo Lightroom o Photoshop permettono di simulare a monitor cosa verrà in stampa.
Ma come potete sapere se le vostra stampe saranno fatte in modo amatoriale o professionale? 
 il mio pannello per gli ordini
Normalmente se le ordinate online o da un chiosco, oppure se non è altrimenti specificato, la stampa sarà amatoriale. Se vi viene assicurato che la stampa sarà professionale, questo vi garantisce soltanto una maggior qualità, ma non che sarà anche senza correzione.
Infatti (qui a destra vedete il pannello da cui io mando gli ordini al laboratorio) c’è la dicitura “professionale senza correzione” oltre ad “amatoriale”, che ha la correzione di default, e “professionale” (le ultime due non le vedete perché si cambia pigiando sulla freccetta, ma fidatevi!). 
Come tutti i prodotti l’unico modo per avere ciò che si vuole è chiedere, informarsi e capire se la persona a cui vi state rivolgendo è in grado di darvi ciò che volete o se ad un certo punto vi getta addosso del latinorum pur di prendere il lavoro ma non vi farà la stampa che volete ma un’altra che “tanto è uguale”. Un buon indizio per la stampa professionale senza correzione è che vi diano di buon grado il profilo di colore.

A grandi linee, i consigli per la stampa più adatta a voi sono i seguenti.
Stampa amatoriale se scattate in jpg con un telefono, una compatta, non avete capito niente dei profili di colore, né vi interessa capire.
Stampa professionale, se avete una macchina di qualità media, scattare in jpg, lavorate un po’ l’immagine e avete calibrato il vostro monitor.
Stampa professionale senza correzione, se scattate in raw, curate voi lo sviluppo del file e la post-produzione dell’immagine.

Se si tratta di ingrandire una foto a cui tenete ma non siete in grado di prepararla per la stampa professionale senza correzione, valutate di farla post produrre a chi ve la stampa. Per chi lo sa fare spesso si tratta di un lavoro di qualche minuto che o vi viene proposto come incluso con la stampa o comunque non incide molto sul prezzo finale e vi darà un risultato molto superiore.

Sulle differenze tra stampa a getto di inchiostro e stampa cromogenica parlerò in un post successivo.

       
  
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