Consegnare o no i files di un servizio fotografico? | Dipende...
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Come funziona uno studio fotografico

Files o stampa fotografica? O entrambi?

Consegnare i files di una sessione fotografica è una questione annosa, principale motivo di incomprensione tra fotografi e clienti privati, perché spesso si stenta a capire le ragioni gli uni degli altri.

Metto la mani avanti. Con tutti i servizi fotografici per privati (ritratti, ritratti di famiglia, book, sessioni fotografiche) consegno i files acquistati:  uno a bassa risoluzione adatto per i social e per condividere la foto con gli amici usando mezzi informatici. Uno a risoluzione sufficiente per stampare in autonomia; consiglio caldamente di acquistare da me la stampa ma non la impongo.

Perché la stampa fotografica

Per me la foto finita è la stampa così come concepita dal fotografo.

Ed è proprio in quel “così come concepita dal fotografo” il dettaglio in cui si annida il demonio.
La visualizzazione a monitor di un’immagine dipende sostanzialmente da due cose: le impostazioni del monitor e la luce ambiente in cui tale monitor si trova. Ve ne sarete sicuramente resi conto col telefonino: oltre a poter regolare luminosità e temperatura (colori più caldi o più freddi) dello schermo  secondo i vostri gusti, il contrasto e i colori dell’immagine cambiano molto a seconda che vi troviate in pieno sole o in una stanza illuminata artificialmente.

Per farla breve, non ci sono due persone che, guardando a monitor lo stesso file su schermi differenti, vedano l’immagine con gli stessi colori, la stessa luminosità, lo stesso contrasto. L’immagine a monitor più simile a quello che verrà stampato si trova soltanto nello stanzino in cui il vostro fotografo post produce, con un monitor calibrato e una luce ambiente totalmente sotto controllo.

Anche solo per bieche ragioni economiche non dovreste accontentarvi solamente di farvi consegnare i files: il lavoro di post produzione, dal toning dei colori alla calibrazione dell’immagine, viene effettuato dal fotografo per rendere l’immagine un prodotto finito adatto per la stampa. È qualcosa che avete già pagato, che è incluso nel prezzo del servizio dato che nessun professionista serio consegna foto non post prodotte.
Fatto trenta, fate trentuno e acquistate una stampa, anche piccola, e avrete tutto il valore del vostro servizio fotografico.

Perché i files a bassa risoluzione 

Nell’anno del signore 2020 i nostri clienti vorranno condividere le foto su internet e noi non possiamo impedirglielo a meno di portarli in tribunale, ma non mi pare una buona strategia di marketing.

Se non diamo loro un file che possano condividere su internet, ma solo una stampa, fotograferanno la stampa col cellulare e condivideranno quella.
A questo punto tanto vale consegnare files decenti che mettano in risalto il nostro lavoro anziché avvilirlo. Il tag ovviamente è sempre gradito.

Ma quelli ad alta risoluzione?

Ecco qui sorge il vero problema. Un file a risoluzione stampa, permette al cliente di stampare autonomamente senza doversi rivolgere a noi.

Il motivo per cui il fotografo non lo consegna volentieri non è tanto volerci guadagnare ancora garantendosi l’esclusiva sulle stampe, come tende a pensare il cliente, quanto la consapevolezza che i canali di stampa a cui ha accesso un privato non garantiranno una buona qualità del risultato.
Il fotografo lavora a stretto contatto col suo stampatore (quando non stampa egli stesso in autonomia): questo significa che ci si conosce, ci si confronta, si instaura un rapporto di fiducia professionale e il fotografo sa che quando manderà la foto al suo stampatore questo se ne prenderà cura e gli consegnerà la stampa come la desiderava.

Certo, costa di più di una stampa fatta attraverso un canale amatoriale, ma anche qui vale il discorso di prima: è inutile rivolgersi ad un professionista che si prende cura dello scatto e della post-produzione per poi gettare tutto alle ortiche stampando in modo approssimativo.

Quindi capisco perfettamente i fotografi che non vogliono consegnare i files stampabili o che chiedono un prezzo scoraggiante per riscattarli.

Io ho fatto la scelta di consegnarli, pensando che una stampa si può perdere o rovinare, che il mio cliente può trasferirsi lontano da Torino e rivolgersi a me potrebbe risultargli scomodo, o altri casi della vita. Una volta che gli ho spiegato i vantaggi di una stampa professionale, gliene ho fatti vedere degli esempi in studio, se non ha colto e apprezzato la qualità del prodotto, la prendo come una battaglia persa e amen.

Quando proprio no

C’è un caso in cui non consegno il file a risoluzione stampa che è la “Project Experience”.

Spiegare nel dettaglio di cosa si tratta sarebbe troppo troppo lungo e vi lascio il link al relativo articolo a fondo pagina.
In breve non si tratta di un servizio: il soggetto viene in studio da me a posare per un mio progetto personale. In questo caso il motivo principale per cui non consegno il file è che si tratta di una mia opera che verrà stampata in sole tre copie. Il soggetto può acquistarne una ma non è obbligato.

Come esempio vi lascio due immagini difficili da stampare. In un canale amatoriale rischieremmo nel bianco e nero di non avere dei colori neutri ma una dominante, normalmente magenta, su tutta l’immagine. In più è probabile che le parti scure precipitino tutte nel nero totale, impastandosi senza lasciar sfumature. Per l’altra, con colori molto saturi, rischieremmo o che venga sottoposta ad una desaturazione globale in automatico per poter essere stampata senza problemi, o che le zone più sature vadano fuori dalla gamma dinamica della stampante e diventino grigie.

Se ti è piaciuto questo articolo,  qui ce ne sono altri su argomenti che ti potrebbero interessare:

– Che cos’è la “Project experience” 

– Differenza tra canali di stampa professionali e amatoriali

– Differenza tra i vari tipi di stampa

– Perché un fotografo non consegna tutti i files

Soprattutto non perderti il nostro pezzo forte:

-Un servizio fotografico in studio: sai quello che dovresti sapere?

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