Costo del fotografo e costo di una brutta figura: quale si paga più caro?
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Risparmiare sulla comunicazione può tagliare le gambe alla tua attività

costo fotografo
Cosa richiedere ad un fotografo professionista

Il costo del fotografo, del grafico, del copywriter, sono voci di spesa che alcune imprese sono tentate di tagliare.

Anche quando si tratta di presentare il proprio prodotto, in un catalogo o in uno shop online.
Pensano che l’importante sia che si capisca. Se devono vendere un tavolo l’importante è che si capisca come è fatto, la gente lo comprerà perché gli piace il tavolo, mica perché trova bella la foto del tavolo!

Vero. Ma ci sarà chi non lo comprerà perché trova brutta la foto del tavolo.

Pensate che sia esagerato che qualcuno rinunci all’acquisto perché la foto è brutta?
Assolutamente no, vediamo perché.

Avete chiaro chi è il vostro cliente target?

Dovreste averlo profilato, per età, reddito, istruzione, abitudini. Ma tutto questo rischia di rimanere un po’ vago e non darci delle indicazioni concrete, se non ci facciamo anche delle domande, appunto concrete.

Mettetevi nei panni del vostro cliente: siete davanti ad un’edicola e dovete comprarvi qualcosa da leggere durante un viaggio in treno. Cosa comprate? Cosa non comprereste mai?
Oppure, volete comprare delle sedie online: su quali siti andate e quali invece non prendereste nemmeno in considerazione? Valutereste l’opzione di comprarle usate?

Sono domande importanti, perché a furia di sfogliare riviste, fare acquisti online, essere esposto a pubblicità cucite su misura per lui, il vostro cliente, senza diventare né un esperto di fotografia, né di grafica, né di scrittura, si abituerà ad un certo standard. Esposto ad uno standard più basso o non conforme al gusto che ha sviluppato, non saprà forse dirci cosa non gli torna, ma ne sarà respinto.

Tornando all’edicola: se il nostro cliente ha delle riviste che legge abitualmente, probabilmente le ha già comprate o addirittura ha l’abbonamento. Ne sceglierà altre da leggere durante il viaggio, magari anche delle riviste che non conosce. Ma secondo voi, se è abituato a leggere la rivista 1, è più probabile che sia attratto dalla rivista 2 o dalla rivista 3?

Se avete detto “la 3” dovete prendere ripetizioni di marketing.

Non c’è nulla che non vada bene nella fotografia della rivista 3. Nella rivista 2 non c’è nemmeno una fotografia ma della grafica: ciononostante è molto più in linea con la rivista 1 di quanto non lo sia la 3.

Questo perché lo stile della rivista 3 è superato. È un problema?
No, per i lettori della rivista 3 che trovano nella continuità del linguaggio un valore che rispecchia la longevità della rivista.
Sì, per i lettori della rivista 1 che chiaramente danno valore all’hype alla contemporaneità, allo stare al passo coi tempi e, se possibile, sentirsi un passo avanti.

Facciamo ancora un esempio: lo stesso evento sulle copertine di tre riviste diverse.
Qui la numero 6 non ha solamente un taglio diverso, ma fa sanguinare gli occhi a qualunque grafico o fotografo. Di nuovo, è un problema?

No, perché la rivista di gossip ha sempre una grafica arraffazzonata, delle foto di bassa qualità e un prezzo basso.
Mettendo in prima pagina quante più informazioni sui contenuti, in modo da stuzzicare la curiosità del lettore, sarebbe un’impresa ardua e costosa ottenere una grafica pulita, chiara ed elegante.


Le foto brutte costano sicuramente meno delle foto ben fatte, ma qui il punto non è risparmiare sul costo del fotografo. Trattandosi di gossip, molte foto sono (o vorrebbero far credere di essere) fatte all’insaputa dei soggetti; quindi in situazioni non ottimali, dove la bravura del fotografo non è tanto tecnica quanto di buon cacciatore.

Per cui foto mal fatte e grafica cheap e testi elementari, diventano carattere identitario per le riviste di gossip, tanto da poterle riconoscere da lontano.

La vostra comunicazione, a cosa assomiglia?

Tanto per cominciare dovrebbe assomigliare alla vostra azienda. A seguire, dato che ci dovrebbe essere un buon match tra i prodotti o servizi che offrite e il vostro cliente target, la vostra comunicazione deve assomigliare a ciò che è familiare e considerato di buona qualità, di buon gusto dai vostri clienti.

Che riviste trovano i vostri clienti nella sala d’attesa del loro dentista, commercialista, dall’estetista, dal parrucchiere? Per quali riviste storcerebbero il naso?

Se la vostra comunicazione assomiglia visualmente alle riviste che i vostri clienti considerano robaccia, avete un grosso problema.
Se si posiziona più in alto ma è ancora lontana dagli standard a cui sono abituati, rischiate che il valore percepito dal vostro cliente sia inferiore di quello che effettivamente date. Questo non vuol dire che perderete il cliente o non ne acquisirete di nuovi: semplicemente che se il valore che voi date è 100, quando è comunicato male viene percepito come 80.

È il caso di preoccuparsi?

Preoccuparsi no, perché comunque siete abbondantemente promossi.
Ma perché perdere ogni volta quel 20% di valore, semplicemente perché state trascurando o sottovalutando la comunicazione?

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