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Un servizio fotografico in studio: sai quello che dovresti sapere?

fotografo professionista
Come funziona uno studio fotografico

Le 10 risposte che vi servono

Vi è venuta voglia di fare un servizio fotografico in studio, avete cercato di raccogliere delle informazioni, ma ora siete scettici, confusi e vi chiedete se in fondo valga la pena.
Non disperate, qui da Plastikwombat siamo ciarlieri e potete trovare tutte le risorse che vi servono qui nel nostro blog e nel vlog su YouTube.

Potete iniziare da questo articolo dove rispondiamo alle 10 domande che più frequentemente ci vengono rivolte.
Se temete di perdervi tra blog e blog, potete scaricare gratuitamente “Il Manuale del cliente Avveduto”, che raccoglie tutti i nostri consigli per acquistare un servizio fotografico senza rimanerne delusi.

1) Perché in studio e non altrove?

È sicuramente possibile eseguire un servizio fotografico non in studio ma in una location. La questione importante è se verrà eseguito con luce naturale o luci da studio. Se la vostra idea era di fare foto all’aperto e sfruttare la luce del sole, non è detto che un fotografo da studio sia la persona giusta. Proprio perché il suo punto di forza sta nel saper gestire lo spazio e le luci di un set fotografico.

Se invece volete un servizio fotografico con luci da studio (o miste, flash e luce naturale) in un luogo specifico, che può essere casa vostra, il vostro giardino, uno spazio pubblico o una location privata, questo è pane per i suoi denti.
Bisogna però tener conto di alcune criticità: il luogo, per esempio casa vostra, potrebbe non disporre di abbastanza spazio o non avere i soffitti sufficientemente alti per allestire un set fotografico.

In uno spazio pubblico non è permesso allestire un set, salvo chiedere e pagare l’occupazione del suolo. Anche in una location privata c’è una affitto e dei diritti di immagine da pagare, per cui in entrambi i casi il costo del servizio cresce ed occorre valutare se il gioco valga la candela.

2) Perché i prezzi dei fotografi variano così tanto?

Beh, anche i prezzi dei ristoranti, dei vini o delle scarpe variano molto, non c’è da stupirsi ma da capire. Infatti nessuno si stupisce che un fotografo più in gamba, più famoso o più richiesto, abbia tariffe più alte della media.

Premesso questo, in realtà non è così vero che i prezzi dei vari fotografi siano così differenti.
Escludiamo gli esordienti improvvisati, che applicano prezzi bassi fuori mercato perché non sono in grado di farsi un business plan e falliscono dopo due anni. Ciononostante non si esauriscono mai perché arrivano sempre delle nuove leve a scombinare il mercato e a fallire.

Tornando ai prezzi reali, quelli di un’azienda che si sostiene, le differenze appaiono o scompaiono a seconda del punto di vista da cui si valuta la situazione. L’errore principale del cliente è contare il numero di foto consegnate e calcolare su quelle il prezzo a foto. Così facendo scoprirà facilmente che alcuni fotografi vendono le loro foto a centinaia di Euro l’una e altri a meno di un Euro l’una.
Vista così sembra una pazzia, dato che anche se quello più caro fosse visibilmente più bravo, è difficile giustificare che lo stesso prodotto possa valere mille volte tanto.

Non è il numero ma il tempo che conta!

Al contrario, ragionando in termini di tempo, vedremo che invece tutto torna e che i prezzi dei fotografi sono simili.
Se il fotografo organizza un incontro preliminare con voi per pianificare lo shooting, capire i vostri gusti, osservare il vostro stile e la vostra fisicità, per poi prepararvi un set su misura, impiega molto più tempo rispetto al collega che tiene un set già pronto uguale per tutti.

Quando un fotografo non prende più di uno, massimo due clienti in un giorno, per assicurarsi di potervi dedicare anche più del tempo previsto se dovessero esserci delle difficoltà, pur di consegnarvi un prodotto all’altezza delle vostre aspettative, alloca più tempo per il vostro shooting rispetto al collega che ne impacchetta quattro o più in un giorno.

Infine, una volta che le foto sono fatte, darvele tutte (che siano 30 o siano 500) senza guardarle né post-produrle non comporta lavoro. Attenzione però: nove volte su dieci ve le darà a bassa definizione, per cui sul telefono o sul computer si vedranno bene, ma se le volete stampare hanno le dimensioni di un francobollo. Per cui, alla fin fine, pagherete solo le migliori che avete selezionato, che saranno verosimilmente post-prodotte e consegnate ad una risoluzione accettabile. Le altre non andrebbero messe nel conto perché sono di fatto prive di valore.
Fare un editing serio, magari in vostra presenza e post-produrle con cura richiede invece molto tempo, ma garantisce un risultato decisamente diverso.

servizio fotografico studio

3) Devo andare da un fotografo specializzato se voglio fare newborn, maternity, boudoir?

Se con “newborn” si intende quel tipo di fotografia in cui il bambino viene toccato e messo in posa non esclusivamente dai genitori, la risposta è sì. Bisogna assicurarsi che il fotografo, o un suo assistente, abbia le competenze per manipolare dei neonati.

Per il resto possiamo dire, con un po’ di semplificazione, che ci sono fotografi che hanno uno stile più personale e fotografi che seguono l’estetica e la moda del momento. Questi si rivolgono ovviamente a clienti diversi.

Per quel che riguarda newborn, maternity, boudoir e generi analoghi, basta cercare le parole su Google Images per trovarsi di fronte a fotografie estremamente simili, benché realizzate in studi diversi. Quello è il trend del momento.
Se è ciò che vi piace, dovete sicuramente andare da un fotografo che si dichiari specializzato. Di solito è facilmente individuabile perché avrà puntato tutta la sua comunicazione e il suo marketing in quella direzione.

Se invece non vi piace o siete anche interessati a valutare qualcosa di diverso, è meglio uno studio che non si dichiari specializzato. Questo perché in realtà non esiste nessuna specializzazione o tecnica particolare per fotografare neonati, donne incinte o qualunque altro soggetto, l’importante è che il fotografo sia competente.
Lo studio “non specializzato” avrà invece come punto di forza il suo stile, più immaginazione, più flessibilità e vi realizzerà sicuramente delle immagini più originali e diverse da quelle di tutti gli altri.

Non c’è una scelta giusta e una sbagliata: osservate, informatevi, valutate e poi scegliete cosa preferite.

4) Se voglio una serie di foto devo fare un book?

Assolutamente no.

Il “book” è uno strumento di lavoro, principalmente per fotomodelli e fotomodelle. Un book deve descrivere in maniera esaustiva la fisicità della persona e la sua capacità di eseguire correttamente un certo numero di pose, anche con capi indossati, che dimostrino le sue capacità professionali. Se è alle prime esperienze sarà anche compito del fotografo guidarla e correggerla. In questo caso è necessario andare in uno studio fotografico che offra questo servizio e abbia effettive competenze nel settore.

Se non volete foto a scopo professionale, avete bisogno di una sessione fotografica personalizzato, che metta in risalto il meglio di voi, evitando le pose in cui non vi riconoscete o vi mettono in difficoltà.
Questo servizio non ha un nome, alcuni fotografi lo chiamano comunque “book”, noi lo chiamiamo “glam session”.
In ogni caso è importante che sia chiara a voi la differenza in modo da capire cosa chiedete e cosa vi viene proposto.

5) Cosa si intende per “shooting”?

Lo “shooting” inizia nel momento in cui il fotografo prende in mano la macchina fotografica e finisce quando la posa.
Di fatto è il tempo che passerete in studio insieme al fotografo con lo scopo principale di scattare.
La durata dello shooting, ossia per quante ore il fotografo terrà impegnato il set e il camerino del suo studio per voi, è un elemento che incide sul prezzo del servizio fotografico, quindi informatevi. Uno shooting più lungo, a parità di servizio, spesso indica una maggior cura nella sua realizzazione. Anche un servizio fotografico più complesso, per styling, illuminazione, posa, richiede un maggior tempo di shooting.

La preparazione del set non fa parte dello shooting e il fotografo dovrebbe eseguirla prima dell’arrivo dei clienti.
Ovviamente eseguirà poi degli aggiustamenti: nessun set è perfetto prima che i veri soggetti vi si accomodino. Tenete conto che la preparazione preliminare di un set semplice richiede circa mezz’ora, fino ad arrivare ad un paio d’ore per uno più complesso. Restando ovviamente nell’ambito della fotografia per privati.

6) Che cos’è lo styling? È necessario?

Lo “styling” sono tutti gli elementi di una foto che non hanno a che fare con l’illuminazione e la macchina fotografica.
Fanno parte dello styling l’abbigliamento e tutti gli accessori (occhiali, ombrelli, borsette, strumenti) che verranno indossati o utilizzati dai soggetti. Sedie, sgabelli, poltrone, casse, scale e tutto quello su cui i soggetti possono sedersi o appoggiarsi per mettersi in posa. Tende, vasi di fiori, balle di fieno, balene gonfiabili e tutto quello che può essere necessario per ambientare la scena.

Un minimo di styling è ovviamente necessario, altrimenti sembra che siate passati di lì per caso, anziché aver programmato un servizio fotografico.

Gli elementi di styling si dividono in tre grandi categorie e a seconda di cosa si utilizza, può ovviamente variare il costo del servizio.
Abiti, accessori e oggetti di proprietà dei clienti: durante l’incontro preliminare per organizzare lo shooting, si deciderà il taglio e lo stile che si vuole dare al servizio e si cercherà di capire cosa è utile opportuno che il soggetto porti con sé da casa.
Props dello studio: sono abiti, accessori, oggetti, mobili, fondali, pannelli, di proprietà dello studio fotografico: vengono riutilizzati, eventualmente modificandoli, per servizi diversi.
Props affittati o acquistati per l’occasione: come sopra, ma normalmente più specifici e caratterizzanti dello stile scelto.

7) Cosa si intende per “cambio d’abito”?

Di “cambio d’abito” normalmente si parla nel contesto di un book fotografico per modellə. In questo caso il cambio d’abito viene effettuato per dimostrare la capacita del modellə di interpretare più stili: elegante, sportivo, casual, etc.
Contestualmente al cambio d’abito è necessario variare anche il set fotografico (anche solo il tipo di illuminazione) che va adattato allo stile dei capi indossati. Dato che il cambiamento di set comporta del lavoro e dell’impiego di tempo da parte del fotografo, ogni cambio d’abito comporta un costo aggiuntivo.
Per questo motivo un fotografo nel pacchetto “book”, specifica il numero di cambi d’abito.
Se non viene variato il set, non è corretto addebitare il cambio d’abito.

Se invece di un book per modelli state facendo un servizio per uso personale (vedi punto 4) il cambio d’abito normalmente non è contemplato. Ovverosia, normalmente potete cambiarvi (nel limite della sensatezza) quante volte volete, purché questo non renda necessario cambiare radicalmente il set. In questo caso il mio consiglio è comunque di non esagerare, perché cambiare molti abiti allunga il tempo dello shooting e se non siete dei professionisti rischiate di arrivare alla fine stanchi e perdervi buona parte del divertimento.

8) Quanti file mi consegnerà il fotografo?

Come al “punto 2” bisogna ragionare sul tempo. Il tempo impiegato per lo shooting, il tempo dedicato all’editing (selezione delle foto ben riuscite) il tempo dedicato alla post produzione.
Il tempo dedicato allo shooting, non dipende soltanto dal numero di fotografie da realizzare, ma anche dalla complessità della singola immagine. È ovvio che più l’immagine è raffinata e complessa, più bisognerà badare allo styling al posizionamento perfetto delle luci, alla posa. In alcuni casi l’aspettativa di foto “buone” in un’ora è di due o tre. Per servizi più spensierati, le foto ben riuscite possono anche superare la ventina. Quindi possiamo dire che in termini di tempo di shooting, tre foto complesse possono valere come venti foto semplici.

Passando al tempo di post-produzione, anche in questo caso, la foto più ricercata richiederà una cura maggiore.
Per questi motivi, anche nello stesso studio fotografico, il costo di una foto può variare molto a seconda del servizio che si è scelto.

Un criterio normalmente usato per formulare i prezzi dei vari pacchetti proposti è che i costi di shooting e di post-produzione più o meno si equivalgano. E questo determina il numero di foto consegnate.
Non dovete stupirvi (negli USA è praticamente lo standard fare così) se un fotografo vi dà il prezzo della sola sessione fotografica (quindi nessuna foto consegnata) e a parte il costo della singola foto.
Noi abbiamo fatto una scelta intermedia: non vendiamo un pacchetto, ma una sessione fotografica che però includa la consegna di un minimo di foto. Le foto aggiuntive hanno un costo unitario.

Ok, ma i file? Io voglio i file!!!

Ebbene, qui ognuno ha la sua politica.
Per alcuni con “foto” si intende la foto stampata: quindi voi state comprando la stampa fotografica, non il file. Normalmente vi viene dato il file a bassa risoluzione da poter condividere sui social, ma se volete quello a risoluzione stampa lo dovete acquistare a parte.
Per altri con “foto” si intende il file a risoluzione stampa: quindi vi viene consegnato il file e se volete delle stampe le acquistate a parte.
In entrambi i casi stiamo parlando di immagini finite da file post-prodotti.

Il fotografo non è tenuto a darvi tutto lo scattato così come è uscito dalla macchina fotografica, cosa che alcuni chiedono. Come detto sopra, le foto che piacciono si acquistano. Chiederle non post-prodotte equivale a chiedere un lavoro non finito. Nessun artigiano consegnerebbe un prodotto non finito, a meno che la differenza tra finito e non finito non si noti poi così tanto. Se le chiedete tutte, vale il ragionamento di sopra. Se non c’è tutta questa differenza tra quelle venute bene e quelle venute male, non avrà problemi a darvele. In caso contrario, ha un nome e una professionalità da difendere e non vuole che foto che a suo avviso meritano solo di finire in pattumiera, finiscano nelle mani di potenziali clienti.

9) E le stampe? Cosa sono le stampe fine art?

La stampa è un processo delicato. Molti pensano di avere il mondo in pugno che una volta che hanno il file a risoluzione stampa. In realtà è una visione molto ottimistica e senza fondamento.
La maggior parte dei canali di stampa a cui ha accesso un privato sono di tipo amatoriale. Se proprio va a cercare bene può trovare qualcosa di semi-professionale.

I fotografi professionisti, ça va sans dire, hanno invece accesso ai canali professionali, ma non solo.
Se si rivolgono abitualmente ad un laboratorio, si è creata ormai una sinergia tale che lo stampatore sa esattamente cosa desidera il fotografo e come interpretare al meglio le sue foto. Se riusciste per vie traverse a rivolgervi allo stesso laboratorio, o avete la fortuna che il lavoro venga assegnato esattamene allo stampatore che si occupa di quel fotografo, lo riconosca e ve la stampi come le stampa a lui, oppure avrete un prodotto equivalente al semi-professionale. Peggio ancora se andate in un altro laboratorio.

Inoltre, da qualche anno, le stampanti fine art a getto di inchiostro hanno raggiunto dei prezzi e delle dimensioni affrontabili anche da uno studio fotografico e non solo da un laboratorio. Per cui se lo studio fotografico a cui vi siete rivolti ha una stampante fine art, sarebbe quasi follia pensare di farsi stampare le foto in altro modo.
È la loro stampante, la conoscono a menadito, hanno scelto le carte che meglio si adattano al loro stile, controllano il processo di produzione dell’immagine dall’inizio alla fine. Che volete di più?

10) Ma alla fine, quanto mi costa un servizio fotografico?

A questa domanda non c’è risposta ed essendo l’ultima di un elenco, strutturiamo la risposta a sua volta ad elenco.
Andiamo ad enumerare tutto quello che concorre ad alzare il prezzo di un servizio fotografico.
Con questo, dovreste avere gli strumenti per capire cosa c’è dietro ciascuna tariffa che vi viene proposta.

  1. Lo studio è in regola col fisco e con tutti gli adempimenti.
  2. Il fotografo sta praticando un prezzo sostenibile per la propria attività e non è l’ultimo arrivato che ha sbagliato a farsi i conti in tasca proponendo un prezzo stracciato.
  3. Lo studio è ampio, funzionale e ben posizionato
  4. L’attrezzatura dello studio è completa, aggiornata e di buona qualità.
  5. Il fotografo e i suoi collaboratori non sono autodidatti e hanno investito tempo e soldi in formazione.
  6. Tutte le figure professionali dello studio continuano a seguire corsi di aggiornamento.
  7. Lo studio è conosciuto e ha un buon portfolio clienti.
  8. Il modello di business si basa sulla qualità piuttosto che sulla quantità.
  9. Lo studio ha un suo stile che lo distingue dalla concorrenza.
  10. Il fotografo ha un ego smisurato: questo fa salire i prezzi ma raramente li giustifica.
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